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RPB Italia — Registro Professionisti del Benessere

Codice Etico

Versione v1.0 · pubblicata il 26/08/2026

La nostra idea di professionalità

Il Registro dei Professionisti del Benessere nasce con l'intento di promuovere una cultura del benessere fondata sulla qualità, sulla consapevolezza, sulla responsabilità e sul rispetto della persona.

Raccogliere professionisti diversi sotto un unico Registro non significa rendere uguali discipline, metodologie o percorsi formativi. Significa riconoscere ciò che può unirli: una comune responsabilità verso la persona, verso la professione e verso la società.

Il Registro intende valorizzare la pluralità, chiedendo a ogni professionista di operare con serietà, competenza e consapevolezza dei propri limiti.

Per noi, infatti, essere professionisti del benessere non significa soltanto conoscere una tecnica ma sapere come incontrare una persona e comprendere che ogni relazione professionale richiede rispetto, ascolto, presenza, responsabilità e chiarezza.

Significa sapere che la fiducia che una persona ripone nel professionista è un bene prezioso e non può mai essere utilizzata come strumento di potere, manipolazione o interesse personale.

Il benessere secondo il nostro Registro

Consideriamo il benessere della persona come una dimensione dinamica, complessa e personale.

BenEssere è, prima di tutto, essere bene.

La parola stessa ci invita a guardare oltre l'idea di semplice assenza di malessere: bene e essere, il modo in cui abitiamo la nostra esistenza, il modo in cui siamo presenti a noi stessi e alla vita.

Il BenEssere non è una condizione perfetta da raggiungere una volta per tutte, né la promessa di una vita senza difficoltà, dolore o cambiamento. È un processo dinamico di consapevolezza, equilibrio e cura, che si rinnova nel tempo e assume per ogni persona un significato diverso.

È la possibilità di ascoltarsi, riconoscere ciò di cui abbiamo bisogno, accogliere ciò che siamo, valorizzare le risorse che possediamo e sviluppare quelle che ancora non conosciamo.

È imparare ad abitare il proprio corpo con presenza, riconoscere e attraversare le proprie emozioni, dare spazio ai propri pensieri, coltivare relazioni significative e trovare un rapporto più autentico con il proprio modo di vivere.

BenEssere significa anche essere in relazione: con sé stessi, con gli altri, con il proprio ambiente e con la vita nella sua complessità.

Non significa essere sempre felici, sempre forti o sempre in equilibrio ma poter attraversare anche ciò che è difficile senza perdere completamente il contatto con sé stessi; riconoscere i propri limiti senza considerarli una colpa; concedersi il diritto di fermarsi, cambiare direzione, chiedere aiuto, ricominciare.

PER QUESTO IL BENESSERE NON È QUALCOSA CHE IL PROFESSIONISTA PUÒ DARE A UN'ALTRA PERSONA.

Può creare uno spazio, offrire strumenti, competenze ed esperienza; può accompagnare, sostenere, favorire consapevolezza. Ma il BenEssere rimane, in ultima istanza, un percorso personale.

BenEssere è un invito: non a diventare qualcun altro, ma a essere sempre più consapevolmente ciò che si è, prendendosi cura del proprio modo unico di essere nella vita.

Per questo non crediamo in un unico modello di benessere valido per tutti.

Ogni persona è diversa. Ogni percorso ha tempi, caratteristiche e significati propri.

Il compito del Professionista del Benessere non è decidere come dovrebbe essere la vita dell'altro ma mettere a disposizione competenze, strumenti, esperienza e presenza affinché la persona possa compiere il proprio percorso con maggiore consapevolezza e libertà.

I valori che scegliamo di rappresentare

  • Dignità: Ogni persona merita rispetto indipendentemente dalla propria storia, dalle proprie condizioni, dalle proprie capacità, dal proprio aspetto o dalle proprie difficoltà. La dignità viene prima della tecnica, del risultato e dell'interesse economico.

  • Libertà: Un percorso di benessere può essere autentico soltanto quando nasce dalla libera scelta della persona. Nessuno deve essere costretto, persuaso o manipolato ad accettare una pratica, un percorso o una visione del mondo.

  • Autonomia: Il professionista accompagna, non sostituisce. Il nostro obiettivo non è diventare indispensabili nella vita della persona, ma contribuire, quando possibile, a una maggiore autonomia, consapevolezza e capacità di scelta.

  • Rispetto: Rispettiamo il corpo, i confini, i tempi, le convinzioni, la cultura, la sensibilità e le scelte della persona. Rispettiamo anche il diritto di dire no.

  • Ascolto: Ascoltare significa lasciare spazio all'altro senza avere sempre la necessità di interpretare, correggere, convincere o proporre una soluzione.

  • Presenza: La qualità della relazione dipende anche dalla qualità della presenza del professionista. Per questo riconosciamo l'importanza della consapevolezza di sé, della capacità di osservare le proprie reazioni e del continuo lavoro personale.

  • Empatia e confini: L'empatia è la capacità di accogliere e comprendere l'esperienza dell'altro senza confonderla con la propria. Per essere realmente d'aiuto, ha bisogno di confini consapevoli. Il professionista è chiamato a lavorare anche su sé stesso, riconoscendo ciò che può interferire nella relazione. Chiedere sostegno, confronto o supervisione, quando necessario, è un atto di responsabilità e può diventare esso stesso un esempio di consapevolezza e cura.

  • Consapevolezza: Promuoviamo una cultura nella quale la persona possa conoscere meglio sé stessa, riconoscere i propri bisogni e sviluppare maggiore capacità di scelta.

  • Competenza: La buona intenzione non sostituisce la preparazione. La professionalità richiede conoscenze, abilità, esperienza, formazione e aggiornamento coerenti con le attività svolte.

  • Integrità: Chiediamo coerenza tra ciò che il professionista dichiara, ciò che conosce, ciò che propone e il modo in cui agisce.

  • Responsabilità: Ogni parola, ogni proposta e ogni intervento possono avere conseguenze. La libertà professionale deve sempre essere accompagnata dalla responsabilità.

  • Umiltà: Un professionista non deve avere tutte le risposte. Deve sapere riconoscere ciò che conosce, ciò che non conosce e ciò che non gli compete.

  • Trasparenza: Crediamo in una comunicazione chiara riguardo a formazione, competenze, attività, modalità, costi, finalità e limiti del servizio offerto.

  • Autenticità: Non chiediamo al professionista di essere perfetto ma autentico, consapevole e coerente con la responsabilità che assume.

  • Inclusione: Ogni persona merita accoglienza e rispetto, senza discriminazioni. Se le nostre convinzioni, emozioni o difficoltà personali ci impediscono di accogliere realmente l'altro, è responsabilità del professionista riconoscerlo, lavorare su di sé e, quando necessario, affidare la persona a un collega.

  • Collaborazione: Nessuna disciplina possiede tutte le risposte. Riconosciamo il valore del confronto e della collaborazione con altre professionalità, nel rispetto delle rispettive competenze e responsabilità.

  • Evoluzione: Essere professionisti significa continuare a imparare. La formazione non termina con un attestato: continua attraverso studio, aggiornamento, esperienza, confronto e riflessione.

  • Cura: La cura non significa sostituirsi all'altro ma contribuire a creare uno spazio nel quale la persona possa ascoltarsi, riconoscere le proprie risorse e sviluppare una maggiore capacità di prendersi cura di sé.

I principi che guidano il nostro operato

La persona non deve essere adattata alla tecnica: è la pratica professionale che deve essere proposta con attenzione alla persona, alle sue caratteristiche, ai suoi bisogni e ai suoi limiti.

Il consenso è fondamentale

Ogni attività deve essere proposta in modo chiaro e rispettoso.

La persona deve poter comprendere ciò che viene proposto e scegliere liberamente se accettarlo.

Il consenso può essere ritirato in qualsiasi momento.

Quando l'attività prevede il contatto corporeo, questo deve essere sempre pertinente alla disciplina, professionale, rispettoso e consensuale.

Il diritto all'autodeterminazione

La persona rimane protagonista delle proprie scelte.

Il professionista non decide al suo posto, non impone un percorso e non utilizza la propria posizione per creare dipendenza.

Il rispetto dei confini professionali

Riconoscere i propri limiti è una forma di professionalità.

Il Professionista del Benessere opera nell'ambito delle competenze effettivamente possedute e non presenta come proprie competenze che appartengono ad altre professioni.

La distinzione dalle professioni sanitarie e regolamentate

Le discipline del benessere non devono essere presentate come sostitutive di diagnosi, cure, terapie o prestazioni di competenza sanitaria o di altre professioni regolamentate.

Il professionista non formula diagnosi o prescrizioni che non rientrino nelle proprie competenze legalmente esercitabili.

Non invita una persona a interrompere o modificare terapie, farmaci o trattamenti prescritti da professionisti competenti.

Quando una situazione supera le proprie competenze, sa riconoscerlo e, quando necessario, orienta la persona verso una figura professionale appropriata.

Dire "questo non rientra nelle mie competenze" non è una debolezza. È responsabilità professionale.

La sicurezza prima della prestazione

Una pratica non diventa automaticamente sicura perché è naturale, tradizionale, energetica o non invasiva. Il professionista agisce con prudenza e attenzione, conoscendo le caratteristiche delle tecniche che utilizza e valutando, per quanto di propria competenza, le condizioni nelle quali è opportuno proporle.

Nessuna promessa

Non promettiamo guarigioni, risultati garantiti, trasformazioni inevitabili o soluzioni universali. Non alimentiamo false speranze. Non utilizziamo la paura, il senso di colpa o la vulnerabilità della persona come strumenti di persuasione.

Nessuna dipendenza

Il professionista non deve diventare indispensabile. Non comunica alla persona che soltanto lui, soltanto il proprio metodo o soltanto il proprio percorso possano offrirle una possibilità di stare meglio.

La relazione professionale deve favorire, per quanto possibile, libertà, discernimento e autonomia.

La formazione continua

Riconosciamo la formazione permanente come parte integrante della professionalità. Il professionista è chiamato a mantenere aggiornate le proprie conoscenze, sviluppare le proprie competenze e approfondire anche gli aspetti etici e relazionali della propria attività.

La consapevolezza di sé

Chi accompagna altre persone è chiamato anche a conoscere sé stesso. Riconoscere le proprie emozioni, convinzioni, aspettative, limiti e condizionamenti aiuta a evitare che vengano proiettati sulla persona accompagnata.

La riservatezza

Le informazioni conosciute nel corso della relazione professionale devono essere trattate con discrezione e nel rispetto della normativa applicabile.

La storia personale di una persona non è materiale promozionale.

La comunicazione responsabile

Anche attraverso siti web e social network, il professionista comunica con correttezza e coerenza con i valori del Registro. Evita affermazioni ingannevoli, promesse assolute, titoli non posseduti, linguaggio volto a creare falsa autorevolezza e testimonianze presentate come garanzia di risultato. La comunicazione pubblica del professionista deve rispettare i valori e i principi del Registro; contenuti o comportamenti che li contraddicano possono comportare la richiesta di rimozione dei contenuti e, nei casi previsti, la sospensione o la cancellazione dal Registro.

Il rispetto della pluralità

Possiamo avere convinzioni, tradizioni e metodologie diverse, ma nessuno deve imporre la propria visione alla persona che accompagna.

Prima di aderire, ascoltati

Queste parole non sono soltanto regole da leggere. Sono un invito a fermarsi, leggerle lentamente e chiedersi:

Mi riconosco in questi principi?

Li pratico davvero nel mio lavoro?

Sono disposto a mettermi in discussione quando non li rispetto?

Sono disposto a chiedere aiuto quando qualcosa dentro di me interferisce con il mio essere professionista?

Essere parte del Registro dei Professionisti del Benessere significa scegliere consapevolmente questi valori e impegnarsi a portarli nella propria professione, nella relazione con le persone e nel proprio percorso personale.

Se queste parole risuonano in te, se senti che rappresentano il professionista che vuoi essere, allora questo Registro può essere anche il tuo spazio.

Perché la professionalità non è soltanto ciò che sappiamo fare. È anche ciò che siamo disposti a diventare.

Ci impegniamo a mettere la persona al centro del nostro operato.

Ci impegniamo a rispettarne dignità, libertà, autonomia e confini.

Ci impegniamo a operare con competenza e a non presentarci come esperti di ciò che non conosciamo.

Ci impegniamo a continuare a formarci e ad aggiornarci.

Ci impegniamo a comunicare con chiarezza ciò che facciamo e ciò che non facciamo.

Ci impegniamo a non utilizzare la fiducia della persona per ottenere vantaggi personali, economici, emotivi, relazionali o di altro genere.

Ci impegniamo a non creare dipendenza.

Ci impegniamo a non sfruttare la vulnerabilità.

Ci impegniamo a non promettere ciò che non possiamo garantire.

Ci impegniamo a rispettare il consenso e a riconoscere il diritto della persona di interrompere in qualsiasi momento un percorso o una pratica.

Ci impegniamo a rispettare la riservatezza e la privacy.

Ci impegniamo a riconoscere i confini tra le discipline del benessere e le professioni sanitarie e regolamentate.

Ci impegniamo a collaborare, quando necessario, con altre professionalità.

Ci impegniamo a riconoscere i nostri limiti e a inviare la persona verso competenze appropriate quando il suo bisogno supera le nostre.

Ci impegniamo a non denigrare colleghi, professionisti o discipline differenti.

Ci impegniamo a contribuire alla crescita culturale e professionale del settore.

Ci impegniamo a ricordare che la nostra professione non consiste soltanto in ciò che sappiamo fare, ma anche nel modo in cui scegliamo di farlo.

Il limite è parte della competenza

Nel mondo del benessere è facile pensare che un professionista autorevole sia colui che possiede una risposta per ogni domanda. Noi crediamo il contrario.

La vera competenza comprende anche la capacità di riconoscere un limite.

Sapere quando fermarsi. Sapere quando approfondire. Sapere quando chiedere. Sapere quando inviare a un altro professionista. Sapere quando una persona non ha bisogno della nostra tecnica. Sapere quando ascoltare è più importante che parlare. Sapere quando non intervenire.

Questa non è rinuncia alla professionalità. È professionalità.

Il rapporto con le altre professioni

Il benessere della persona può essere sostenuto da competenze differenti. Per questo il Registro promuove una cultura di rispetto e collaborazione tra Professionisti del Benessere e professionisti appartenenti ad altri ambiti.

Non crediamo nella contrapposizione tra discipline. Crediamo nella chiarezza dei ruoli.

Collaborare non significa confondere le competenze. Significa riconoscere che una persona può avere bisogni diversi e che nessun professionista, per quanto competente, può essere esperto di tutto.

La collaborazione interdisciplinare, quando appropriata e rispettosa della volontà della persona, può rappresentare una forma elevata di responsabilità.

Una professione che continua a crescere

La professionalità non è un traguardo raggiunto una volta per tutte. È un processo. Per questo chiediamo ai professionisti iscritti al Registro di coltivare nel tempo: formazione, aggiornamento, esperienza, confronto, consapevolezza e responsabilità.

Un attestato può documentare un percorso formativo ma non può sostituire il percorso professionale che continua ogni giorno.

La qualità di un professionista si manifesta nel modo in cui studia, ascolta, si aggiorna, riflette, riconosce i propri errori, rispetta i propri limiti e tratta le persone che si affidano a lui.

Il benessere come valore umano e sociale

Crediamo che il benessere non debba essere inteso esclusivamente come un prodotto da acquistare. È anche cultura, educazione alla consapevolezza, capacità di ascoltarsi, relazione. È prevenzione intesa, nel senso più ampio, come attenzione alla qualità della propria vita, senza confondere questo concetto con la prevenzione e la cura sanitaria. È possibilità di incontrare strumenti che favoriscano una maggiore consapevolezza di sé.

È anche responsabilità sociale. Per questo riconosciamo il valore di iniziative che rendano le esperienze di benessere più accessibili, inclusive e rispettose delle diverse condizioni delle persone.

Il benessere non deve diventare un privilegio riservato a pochi.

Anche la leggerezza fa parte del benessere

Non tutto ciò che è profondo deve essere pesante. Il benessere può avere anche il volto della leggerezza, della creatività, della gioia, del gioco, del respiro, della curiosità e della scoperta. Può esserci consapevolezza nel silenzio e consapevolezza nel sorriso.

Può esserci crescita nel fermarsi e crescita nel ricominciare.

Può esserci cura nel corpo, nelle relazioni, nelle parole e nei piccoli gesti quotidiani.

Per questo non proponiamo un'unica idea di vita buona ma uno spazio nel quale ogni persona possa trovare, con libertà e consapevolezza, il proprio modo di stare meglio.

Il nostro impegno

Aderire ai Valori, Principi e alla Deontologia del Registro dei Professionisti del Benessere significa scegliere di esercitare la propria attività con una responsabilità che riguarda tanto la qualità della prestazione quanto la qualità della relazione.

Significa riconoscere che dietro ogni richiesta c'è una persona. Una storia. Un corpo. Un'esperienza. Una sensibilità. Un mondo interiore.

E che la fiducia che ci viene affidata non è un diritto acquisito, ma una responsabilità da meritare ogni volta.

Non vogliamo professionisti perfetti. Vogliamo professionisti consapevoli.

Professionisti che mettano la persona prima del proprio ego, della propria tecnica e del proprio interesse.

Perché crediamo che il vero valore di una professione del benessere non si misuri soltanto dalle tecniche che conosce. Si misura dalla qualità con cui incontra l'essere umano che ha davanti.

Questo è il nostro valore.

Questi sono i nostri principi.

Questa è la responsabilità che scegliamo di assumere.

Questo è il nostro modo di essere Professionisti del Benessere.

Il nostro impegno professionale

Chi sceglie di aderire al Registro riconosce questi valori e principi e si impegna a farne riferimento nella propria attività professionale, nella relazione con le persone, nella comunicazione pubblica, nei rapporti con i colleghi e nel proprio percorso di crescita professionale.

L'adesione rappresenta una scelta di responsabilità, qualità e consapevolezza.

Non è soltanto un'appartenenza. È un impegno.